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10.12.2001 - stampa

Collegi ed Ordini professionali del settore si sono incontrati con il sindaco Corsini e l’assessore Venturini «URBANISTICA, UN BALZO AVANTI» Costruttori, architetti, ingegneri e geometri chiedono di evitare la paralisi. Giornale di Brescia

Collegi ed Ordini professionali del settore si sono incontrati con il sindaco Corsini e l’assessore Venturini «Urbanistica, un balzo avanti» Costruttori, architetti, ingegneri e geometri chiedono di evitare la paralisi
Sabato 8 dicembre 2001
CRONACA
Collegi ed Ordini professionali del settore si sono incontrati con il sindaco Corsini e l’assessore Venturini
«Urbanistica, un balzo avanti»
Costruttori, architetti, ingegneri e geometri chiedono di evitare la paralisi


Il sindaco Paolo Corsini con il progettista del Prg Bernardo Secchi
Nel dibattito innescato dalla bocciatura del Prg elaborato del prof. Secchi da parte del Tar la parola e agli Ordini e ai Collegi professionali che operano nel settore urbanistico. E la loro non è una parola neutra. «In questo contesto gli Ordini degli architetti e degli ingegneri, i Collegi dei geometri e dei costruttori hanno dato nuovamente la loro disponibilità all’Amministrazione comunale per cooperare a superare questo momento e per effettuare immediatamente uno sforzo pianificatorio, senza aspettare le sentenze degli organismi superiori, al fine di individuare un impianto di programmazione sul medio periodo, ordini di priorità, aggiornare il quadro di insieme con le proposte recenti e definire nuove normative di applicazione ed interpretazione più semplici». Si conclude così il comunicato stampa diffuso dai rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali – erano presenti l’ing. Buffoli per l’Ordine degli ingegneri, gli arch. Ventura e Nalli per l’Ordine degli architetti, i geom. Savoldi e Platto per il Collegio dei geometri, il dott. Giacomelli e l’ing. Gaidoni per il Collegio dei costruttori – dopo l’incontro con il sindaco Corsini e l’assessore all’Urbanistica Venturini per valutare la situazione. Considerazioni e valutazioni prendono le mosse dalla affermazione che «preliminarmente va osservato che la questione è nata dai privati ricorrenti che hanno difeso i propri diritti e principi generali di pubblico interesse. Le sentenze hanno riportato, almeno fino ad un eventuale pronunciamento diverso del consiglio di Stato, la situazione generale al 1998. Per cui Brescia si viene a trovare senza un necessario strumento urbanistico aggiornato che ne indirizzi le linee di crescita soprattutto qualitativa e gli elementi generali della gestione del territorio. Va segnalato peraltro che il Piano adottato nel 1998 si configurava come uno strumento di estremo dettaglio attuativo». Si passa quindi a sottolineare che «già nel marzo del 1999 l’Ordine degli ingegneri, il Collegio dei geometri e il collegio dei costruttori della Provincia di Brescia avevano espresso l’avviso che il Prg era «stato redatto con dubbio rispetto delle disposizioni normative e legislative vigenti, sia nazionali che regionali, e dei criteri giuridici di corretta pianificazione la cui violazione potrebbe portare, a seguito di eventuali impugnative giurisdizionali da parte di terzi, alla caducazione dell’intero piano». Ingegneri, geometri e costruttori avevano inoltre presentato una complessa ed articolata osservazione al Prg al fine di modificare sostanzialmente e profondamente la normativa del Piano adottato. L’Ordine degli architetti, per parte sua, aveva proposto una serie d’osservazioni sottolineando la necessità di dare coerenza interna alle varie iniziative di pianificazione generale con quelle attuative». Continuando l’approfondimento, si evidenzia che «in sede di successiva applicazione, il Piano regolatore si è dimostrato complesso e contradditorio, di interpretazione e gestione difficili, da parte sia dell’utenza che degli stessi uffici comunali. Un punto particolare da rimarcare è quello relativo agli interventi più impegnativi che l’Amministrazione comunale sta sviluppando con determinazione. Questi interventi, attuati con Varianti, non verranno rallentati dalle sentenze. Si tratta infatti di iniziative approvate in Variante al Prg (Comparto Milano), o in funzione di previsioni che il Piano non aveva valutato (Lam e Ospedale dei bambini) o addirittura non condiviso o sottovalutato (assetto delle tangenziali, metropolitana, nuovo stadio e recupero dell’esistente); invece troppe risorse si sono spese per il controllo di fenomeni di dettaglio (dalle tecniche di restauro alle essenze arboree)». Per questo motivo «tecnici e costruttori sono del parere che nel brusco annullamento del Piano regolatore, che ha evidenziato le difficoltà interpretative ed i difetti indicati, l’Amministrazione comunale possa cogliere l’opportunità affinché la pianificazione urbanistica faccia un qualitativo balzo in avanti. A tale scopo è peraltro necessario concentrare nuove risorse economiche e diverse energie intellettuali». Intanto, sul versante politico-amministrativo, ferme restando le sedute del Consiglio comunale del 10 e 21 dicembre, si conferma la volontà del Polo e delle Lega di dare vita, congiuntamente, ad un documento che si proponga da un lato come sfiducia all’operato della Giunta Corsini e, dall’altro, quale piattaforma programmatica per la futura campagna amministrativa per la Loggia. Un documento articolato che non sarà pronto per il 10 dicembre, ma che anche per il 21 potrebbe soffrire della mancanza delle 16 firme di consiglieri comunali necessarie per proporsi quale mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. Nel centrodestra si ritiene, ad oggi, comunque opportuno depositare nei prossimi giorni tale documento in segreteria comunale, confidando che la firma mancante possa arrivare. Magari da qualche deluso delle scelte che vanno maturando per la gestione di alcune realtà, «Brescia Mobilità» in testa. a. mi.


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