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05.12.2002 - stampa

I COSTRUTTORI E L’ACCORDO COLLETTIVO PROVINCIALE. Un contratto innovativo attento a formazione e sicurezza. Giornale di Brescia

Un contratto innovativo attento a formazione e sicurezza I COSTRUTTORI E L’ACCORDO COLLETTIVO PROVINCIALE
Giovedì 5 dicembre 2002 ECONOMIA E FINANZA
Un contratto innovativo attento a formazione e sicurezza
I COSTRUTTORI E L’ACCORDO COLLETTIVO PROVINCIALE


Giorgio Bruni Zani
BRESCIA – Il principale obiettivo contenuto nel rinnovo del contratto collettivo provinciale di lavoro, sottoscritto dalle parti il 2 dicembre scorso, consiste in un impegno concreto per la riqualificazione del comparto edile. Questo è quanto sottolinea Giorgio Bruni Zani, delegato alla politica sindacale del Collegio Costruttori Edili di Brescia. Un obiettivo raggiunto – è bene ricordarlo – senza un’ora di sciopero. «I temi più qualificanti – sottolinea Bruni Zani – riguardano senza dubbio le iniziative in materia di sicurezza sul lavoro e le azioni a contrasto dell’irregolarità. Sul primo tema gli imprenditori hanno manifestato la loro disponibilità nell’accrescere la cultura della sicurezza, che deve essere diffusa anche fra le maestranze, attraverso ulteriori iniziative di formazione, da svolgere anche presso le aziende coinvolgendo tutti gli addetti». Invece, la questione del lavoro irregolare – spesso denunciata dal Collegio Costruttori di Brescia , come forma sleale di concorrenza – viene posta in modo compiuto e significativo. «Qualora a livello nazionale non trovasse attuazione quanto previsto dall’accordo del 29 gennaio 2002 e da recenti provvedimenti legislativi – sottolinea Tiziano Pavoni – è prevista la stipula di una convenzione tra le locali sedi Inps, Inail e Cape, finalizzata al rilascio di un documento unico che attesti la regolarità contributiva delle imprese affidatarie di lavori pubblici. Tale certificato – spiega Pavoni – ovviamente se la legislazione nazionale lo consentirà, sarà esteso anche al caso di lavori svolti per conto di privati». La questione economica non deve essere sottaciuta. «Nonostante si delinei una fase di assestamento, se non addirittura di arretramento del mercato – ribadisce Giorgio Bruni Zani -, con questo integrativo le imprese accettano un onere aggiuntivo quantificabile, a partire da gennaio, in ragione del 5%. Non è uno sforzo di poco conto, considerato come la manodopera in edilizia incida in modo determinante (in media del 50%) sul costo ultimo delle opere. Cionostante, pur consci che il vero intervento debba essere in futuro di natura essenzialmente legislativa e fiscale, il comparto edile affronta la questione sperando in un riconoscimento futuro, basato su una questione di merito e indiscutibile: nonostante all’edilizia competano oneri più elevati rispetto ad altre attività imprenditoriali, non delocalizza, non può farlo». Riqualificare non significa solo incidere positivamente sulla formazione, già elevata nella nostra realtà, ma rendere più «gradito» l’accesso dei giovani alla professione. Per questo, nel testo concordato il 2 dicembre scorso, vengono istituiti significativi premi all’avvio in cantiere degli apprendisti al primo incarico e di coloro che concludono un ciclo di formazione nella Scuola Edile di via Garzetta a Brescia o nelle sedi staccate.


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