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12.01.2004 - tributi

LA NUOVA IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETÀ

LA NUOVA IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’ LA NUOVA IMPOSTA SUL REDDITO DELLE SOCIETA’
(Consiglio dei Ministri, Comunicato stampa 27/11/03, n. 134)
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che riforma l’imposta sul reddito delle società, in vigore dal 1° gennaio 2004.
La riforma allinea il sistema italiano agli standard europei e mondiali in termini di:
– aliquota (ridotta al 33%);
– base imponibile (tassazione del reddito ordinario e neutralizzazione delle componenti straordinarie, participation exemption);
– riconoscimento fiscale dell’impresa unitariamente gestita (tassazione su base consolidata nazionale e internazionale).
L’eliminazione del credito d’imposta (incompatibile con il Trattato UE e in via di abbandono in tutta Europa) comporta che la tassazione sarà concentrata sulla società e, se del caso, sul gruppo.
I dividendi e le plusvalenze su azioni realizzate dalle persone fisiche concorreranno alla formazione del reddito soltanto per il 40% del loro ammontare.
La (limitata) doppia imposizione sugli utili societari potrà essere del tutto eliminata sfruttando la nuova opzione per la trasparenza fiscale.
Il nuovo sistema mira ad assicurare la neutralità fiscale delle scelte di finanziamento delle imprese.
Sono escluse dalla disciplina le società con ricavi non superiori a 5,1 milioni di euro (10 miliardi di lire) e quindi tale disciplina troverà applicazione per circa 12.000 società.
Le nuove norme, già in vigore in quasi tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’OCSE, prevedono rapporti massimi tra patrimonio netto e indebitamento verso soci ben superiori a quelli previsti in tali Paesi; ciò al fine di tenere in debito conto la struttura finanzaria delle nostre imprese.
Le plusvalenze saranno esenti da imposta (e le minusvalenze corrispondentemente indeducibili) e sarà garantita la continuità dei valori fiscalmente riconosciuti.


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