CARO MATERIALI E APPALTI PUBBLICI – PER ANCE RISCHIO CONCRETO PER LA TENUTA DEI CANTIERI
Nelle ultime settimane stanno crescendo in modo significativo le preoccupazioni del settore delle costruzioni per gli effetti della crisi internazionale, che colpiscono in particolare le imprese impegnate nelle opere pubbliche – soprattutto nel comparto stradale – ma che sono destinate a estendersi rapidamente anche all’edilizia nel suo complesso e al mercato privato.
In questo contesto, ANCE Brescia ha avviato già dal mese di marzo un’attività strutturata di monitoraggio presso le imprese associate, finalizzata a rilevare l’andamento dei prezzi dei materiali e le difficoltà di approvvigionamento. Le evidenze raccolte, trasmesse a livello regionale tramite ANCE Lombardia, stanno supportando un’azione di rappresentanza sempre più incisiva nei confronti delle istituzioni, in particolare sul tema dell’aggiornamento dei prezzari e dell’introduzione di misure di sostegno.
Parallelamente, il sistema ANCE ha attivato un’azione coordinata su tre direttrici: supporto operativo alle imprese associate, attraverso modelli e strumenti per la gestione dei contratti (da richiedere a sara.meschini@ancebrescia.it); supporto giuridico qualificato, fondato su pareri legali specialistici (a disposizione delle imprese associate e da richiedere all’indirizzo sara.meschini@ancebrescia.it); un’intensa interlocuzione istituzionale, volta a ottenere il riconoscimento della straordinarietà della fase e l’adozione di misure normative adeguate.
Dal punto di vista operativo, emerge con chiarezza come gli strumenti ordinari previsti dal Codice dei contratti pubblici risultino, allo stato attuale, non pienamente efficaci. In particolare, la revisione prezzi ex art. 60 del D.Lgs. 36/2023 risulta di fatto non attuabile per l’assenza delle Tipologie Omogenee di Lavorazioni (TOL) e, in ogni caso, non sufficiente a compensare integralmente gli aumenti eccezionali dei costi. Ne deriva la necessità di ricorrere a strumenti ulteriori, quali la rinegoziazione contrattuale e, nei casi più critici, la sospensione dei lavori, che tuttavia presentano rilevanti difficoltà applicative in assenza di un formale riconoscimento della natura emergenziale del fenomeno.
Parallelamente, ANCE ha intensificato l’interlocuzione istituzionale, sollecitando il legislatore a riconoscere l’attuale contesto come evento eccezionale assimilabile alla forza maggiore e a introdurre misure straordinarie analoghe a quelle adottate nel 2022, al fine di garantire la sostenibilità economica delle commesse e la continuità dei cantieri. Fondamentale, in particolare, sarebbe la dichiarazione da parte del Governo dello stato emergenziale fin dallo scorso 28 febbraio, in modo tale che, soprattutto i responsabili del procedimento della pubblica amministrazione, abbiano la certezza di poter procedere alla rinegoziazione dei contratti in corso, come previsto dall’art. 9 del D.Lgs. n. 36/2023 sulla conservazione dell’equilibrio contrattuale, senza temere eventuali azioni da parte della Corte dei Conti, per danno erariale.
Sul piano regionale, è stato inoltre evidenziato il rischio di un disallineamento del Prezzario 2026 rispetto ai valori reali di mercato, con incrementi particolarmente rilevanti per alcune lavorazioni – come quelle stradali – fortemente esposte all’aumento dei costi energetici e delle materie prime.
Il quadro che emerge è quindi quello di una criticità sistemica, che rischia di incidere direttamente sulla capacità delle imprese di completare le opere nei tempi previsti, con particolare riferimento agli interventi finanziati dal PNRR.
In tal senso, anche a livello nazionale si rafforza l’allarme del settore. La Presidente di ANCE, Federica Brancaccio, intervenendo sui media in varie tribune politiche, ha evidenziato come “il caro materiali e l’impatto della crisi energetica rischiano di pesare sulla fase finale del PNRR e compromettere la crescita economica”.
La Presidente ha sottolineato la necessità di introdurre maggiore flessibilità nelle tempistiche di realizzazione delle opere, anche oltre le scadenze previste, evitando l’applicazione di penali in presenza di condizioni oggettive non imputabili alle imprese. Allo stesso tempo, ha richiamato l’urgenza di adottare misure di sostegno che, pur nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, consentano di tutelare il sistema produttivo e scongiurare effetti recessivi sull’economia nazionale.
Alla luce di tali elementi, ANCE Brescia proseguirà l’azione di supporto alle imprese e di interlocuzione con le istituzioni, promuovendo un approccio condiviso con le stazioni appaltanti e gli enti locali, finalizzato a evitare blocchi dei cantieri, contenziosi e disomogeneità applicative, e a garantire la continuità degli interventi e la sostenibilità economica delle commesse.
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