Servizio Tecnico - referente: dott.ssa Sara Meschini
Tel. 030.399133 - Email: sara.meschini@ancebrescia.it
27.04.2026 - lavori pubblici

RELAZIONE ANAC 2025 – PIÙ APPALTI, MA RESTANO CRITICITÀ SU AFFIDAMENTI DIRETTI, TRASPARENZA E PNRR

Ance Brescia informa che lo scorso 21 aprile 2026 si è svolta presso la Camera dei Deputati la relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta da ANAC nel 2025, alla quale oltre al Presidente dell’Autorità Anticorruzione Giuseppe Busìa era presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nella Relazione annuale il Presidente Giuseppe Busìa ha tracciato un quadro complesso del sistema dei contratti pubblici, evidenziando luci e criticità.

Da un lato, emerge un mercato degli appalti in crescita, con un valore complessivo pari a oltre 309 miliardi di euro, sostenuto soprattutto da servizi e forniture, mentre il settore dei lavori registra una flessione. Dall’altro, ANAC segnala con preoccupazione l’aumento molto rilevante degli affidamenti diretti e delle procedure senza gara, spesso concentrate a ridosso delle soglie di legge, con possibili rischi di frazionamenti artificiosi, minore concorrenza, sprechi e infiltrazioni.

Busìa ha poi richiamato l’attenzione sui profili di legalità e trasparenza, sottolineando come la corruzione assuma forme sempre più difficili da intercettare, anche attraverso consulenze opache, sponsorizzazioni, conflitti di interesse e uso distorto dei fondi europei. In questo contesto, l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e l’indebolimento di alcuni presìdi amministrativi vengono letti come fattori di arretramento, che rendono ancora più urgente una disciplina organica su lobby, inconferibilità, incompatibilità e pantouflage.

Per quanto riguarda i lavori finanziati dal PNRR, la Relazione evidenzia un giudizio articolato, in cui ai progressi realizzati si affiancano criticità ancora rilevanti.

Il Presidente di ANAC, Giuseppe Busìa, ha riconosciuto che sul Piano “è stato fatto molto”, ma ha anche sottolineato come i risultati siano inferiori alle potenzialità. In particolare, è mancata una piena adozione di un approccio strategico e condiviso di lungo periodo, che avrebbe dovuto caratterizzare l’attuazione degli interventi.

Dal punto di vista operativo, ANAC segnala diverse criticità nella fase esecutiva: ritardi nell’avanzamento dei lavori, sospensioni non sempre giustificate, disallineamenti temporali tra programmazione e realizzazione e, soprattutto, carenze progettuali. Questi elementi incidono direttamente sulla capacità di rispettare le scadenze europee e di garantire una spesa efficace delle risorse.

Un ulteriore aspetto riguarda la qualità complessiva degli interventi. La Relazione evidenzia come, in molti casi, la pressione per rispettare i tempi e gli obiettivi di spesa abbia prevalso su una programmazione strutturata, con il rischio di interventi non pienamente integrati in una visione organica di sviluppo infrastrutturale.

Sul piano sociale, emerge inoltre una limitata applicazione delle clausole previste dal PNRR in materia di inclusione: le misure per favorire l’occupazione giovanile e la parità di genere risultano ancora marginali rispetto al totale delle procedure.

Nel complesso, il messaggio è chiaro: il PNRR ha rappresentato un’occasione straordinaria per modernizzare il Paese, ma per consolidarne gli effetti è necessario rafforzare la qualità della progettazione, la capacità amministrativa e la visione strategica, evitando che la logica emergenziale comprometta la sostenibilità e l’efficacia degli interventi nel lungo periodo.

: secondo ANAC è stato fatto molto, ma non sempre con una visione stabile e di lungo periodo. Restano criticità legate a ritardi, progettazioni carenti, sospensioni illegittime e scarso utilizzo delle clausole sociali, in particolare quelle a favore di giovani e donne.

Sul fronte della digitalizzazione, la Relazione riconosce i progressi compiuti, con il forte ridimensionamento delle procedure analogiche e l’ampio utilizzo del FVOE. Tuttavia, Busìa evidenzia che la transizione non può limitarsi alla trasformazione della carta in file: servono piattaforme più integrate, dati interoperabili e maggiore controllo pubblico sui sistemi digitali, anche per evitare rischi di dipendenza tecnologica dai fornitori.

Sul tema della qualificazione delle stazioni appaltanti, nella Relazione è stato evidenziato un passaggio strutturale già in atto nel sistema dei contratti pubblici. Il Presidente di ANAC, Giuseppe Busìa, ha sottolineato come in soli due anni si sia passati da oltre 20.000 stazioni appaltanti a circa 4.000 soggetti qualificati, segnando una profonda razionalizzazione dell’assetto amministrativo. L’obiettivo della riforma, tuttavia, non è meramente quantitativo. La riduzione del numero degli enti è funzionale a un rafforzamento qualitativo: le stazioni appaltanti devono essere più strutturate, dotate di competenze tecniche adeguate e in grado di gestire procedure complesse in modo efficiente e conforme alle regole. In questa prospettiva, la qualificazione si inserisce come leva per migliorare la capacità amministrativa complessiva, anche a supporto degli enti meno organizzati. Busìa ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza della professionalizzazione e sul monitoraggio delle performance, in particolare rispetto ai tempi di conclusione delle procedure, fissati in via indicativa in 160 giorni. Il sistema punta quindi non solo a selezionare chi può operare come stazione appaltante, ma anche a garantire maggiore efficienza, cooperazione tra enti e qualità nell’affidamento e gestione dei contratti pubblici. Resta, tuttavia, una criticità di fondo: in molti casi le amministrazioni non risultano ancora pienamente attrezzate per affrontare sfide complesse come il partenariato pubblico-privato, dove la corretta allocazione dei rischi richiede competenze elevate. Da qui l’esigenza, evidenziata nella Relazione, di proseguire nel percorso di rafforzamento delle capacità tecniche e organizzative della pubblica amministrazione, affinché la qualificazione non resti un requisito formale ma si traduca in effettiva qualità dell’azione amministrativa.

Infine, particolare rilievo è stato dato alla sicurezza sul lavoro e alla filiera del subappalto. ANAC richiama la necessità di controlli più stringenti, tracciabilità della manodopera, responsabilità lungo tutta la catena esecutiva e contrasto ai contratti non rappresentativi. Nel complesso, la Relazione sollecita un rafforzamento della qualità amministrativa, della concorrenza e della trasparenza, affinché gli appalti pubblici restino uno strumento effettivo di sviluppo, legalità e buona spesa pubblica.

 

Si pubblicano in allegato i testi integrali illustrati durante l’intervento di Anac.

Anac – Presentazione della Relazione annuale 2026 su attività 2025.pdf

5.02MB

 

Anac – Relazione annuale 2026 su attività 2025.pdf

9.92MB

 

Il mercato dei contratti pubblici nel 2025.pdf

0.1MB

 

 


ANCE Brescia - Riproduzione e utilizzazione riservata ai sensi dell’art. 65 della Legge n. 633/1941