CARO MATERIALI – ANCE CHIEDE RISORSE CERTE PER PAGARE GLI EXTRACOSTI E SALVAGUARDARE I NUOVI INVESTIMENTI
Il tema del caro materiali torna al centro della legge di Bilancio. Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha confermato che la Manovra conterrà risorse destinate a fronteggiare l’aumento dei costi delle opere pubbliche, precisando inoltre che il MIT intende procedere a rimodulazioni di finanziamenti già disponibili, spostando risorse verso i cantieri in corso. Al momento dell’annuncio non è stata tuttavia indicata l’entità dello stanziamento destinato alle compensazioni.
Per ANCE la questione rappresenta una priorità immediata per le imprese. L’Associazione stima infatti un fabbisogno complessivo già maturato pari a 3,8 miliardi di euro, di cui 2 miliardi relativi al biennio 2024-2025 e ulteriori 1,8 miliardi riferiti al 2026, con circa 13.000 cantieri e 6.900 imprese interessate.
La prima richiesta riguarda quindi il saldo dei 2 miliardi di euro relativi al 2024 e 2025, somme dovute alle imprese per lavorazioni già eseguite e che, secondo ANCE, devono trovare una risposta nella legge di Bilancio. L’Associazione ha più volte sottolineato come il ritardo nei pagamenti degli extracosti stia incidendo direttamente sulla liquidità aziendale e sulla sostenibilità dei cantieri in corso.
Un secondo tema riguarda le somme maturate nel 2026. La normativa vigente pone infatti sulle stazioni appaltanti l’onere di reperire le risorse necessarie, anche attraverso la rimodulazione di interventi già programmati. ANCE evidenzia il rischio che tale meccanismo, pur consentendo di sostenere i cantieri in corso, finisca per sottrarre risorse alle nuove opere e determinare nei prossimi anni una contrazione delle gare.
La richiesta dell’Associazione è pertanto che il problema venga affrontato attraverso risorse aggiuntive e un meccanismo di copertura stabile, senza costringere le stazioni appaltanti a finanziare gli extracosti rinviando nuovi interventi. Il fabbisogno, infatti, non si esaurirà con il 2026: per i cantieri interessati dal Decreto Aiuti, ANCE stima ulteriori necessità per circa 3,459 miliardi di euro tra il 2027 e il 2031. Dei 6.711 cantieri considerati, inoltre, soltanto 2.312 riguardano opere PNRR, confermando che il problema proseguirà anche oltre la conclusione del Piano.
Il caro materiali si collega così alla più ampia richiesta di ANCE di garantire continuità agli investimenti pubblici nel dopo-PNRR. L’Associazione chiede una programmazione stabile e di medio-lungo periodo, con risorse certe, priorità e tempi definiti, evitando che il pagamento degli extracosti delle opere già avviate determini un vuoto di nuovi lavori. In questa prospettiva, ANCE propone anche una migliore programmazione dei fondi di coesione, dei fondi strutturali europei e delle risorse nazionali, indirizzandole verso opere effettivamente cantierabili e accompagnando tale programmazione con un livello stabile di investimenti infrastrutturali.
Un primo segnale sul tema è arrivato anche dal Parlamento: nelle risoluzioni sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026, approvate il 13 ottobre, è stato inserito l’impegno al Governo a sostenere le imprese e a finanziare gli investimenti infrastrutturali, tenendo conto degli effetti dell’aumento dei prezzi dei materiali sui quadri economici delle opere.
La richiesta di ANCE è quindi duplice: assicurare alle imprese il pagamento degli extracosti già maturati e predisporre una copertura strutturale per quelli che continueranno a prodursi nei prossimi anni, evitando che le risorse necessarie vengano reperite riducendo o rinviando i nuovi investimenti.
Seguiranno opportuni aggiornamenti. Nel frattempo, gli uffici di Ance Brescia rimangono a disposizione per eventuali chiarimenti.
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