CNEL – RIORGANIZZAZIONE DEGLI ARCHIVI CCNL – INDIVIDUAZIONE DEI CONTRATTI PIU’ RAPPRESENTATIVI – COMUNICATO 20 APRILE 2026
Segnaliamo che, con comunicato del 20 aprile u.s., il CNEL – Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, ha informato di aver approvato, dopo la fase sperimentale durata circa un anno, la completa riorganizzazione dell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro.
In particolare, sono stati collocati nella sezione “Contratti nazionali di settore vigenti o ultrattivi” solo i CCNL applicati ad almeno il 5% dei dipendenti di una divisione ATECO o al 3% in almeno una divisione nel caso di contratti multi-settoriali. I restanti contratti sono stati inseriti nella sezione “Altri contratti”.
Al riguardo, ti segnalo che la suddetta soglia percentuale di applicazione al 5%, che nella fase della sperimentazione era pari all’1%, è stata innalzata dal CNEL anche a seguito di quanto richiesto dall’ANCE sul tema.
La suddetta riorganizzazione rende evidente un dato da tempo noto agli esperti della materia: in ogni settore esistono dei contratti leader, ossia quelli sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Si tratta di quasi un centinaio di CCNL (99, per essere precisi) che coprono oltre il 97% dei lavoratori del settore privato mentre circa 800 contratti riconducibili a sigle diverse si applicano a poco più del 2%, pari a circa 350 mila lavoratori.
Restringendo l’analisi al solo settore delle costruzioni, i tre CCNL in esso comparativamente più rappresentativi, contrassegnati dal CNEL con i codici F012 (CCNL industria firmato da ANCE), F015 (Artigianato) e F018 (Piccola e media Impresa Confapi) coprono circa il 98% del totale dei lavoratori a cui è applicato un CCNL riconducibile all’edilizia.
Come evidenziato dallo stesso CNEL, in tal modo, si introduce un principio che consente di individuare i contratti realmente rappresentativi, ridimensionando il problema del dumping contrattuale.
Un’ulteriore novità, di particolare rilievo per l’applicazione del Codice dei contratti pubblici, riguarda l’introduzione delle schede contratto standardizzate, costruite sulla base delle voci retributive e normative previste dal Codice dei contratti pubblici.
E’ auspicabile che l’utilità di tali schede possa essere apprezzata dalle Stazioni appaltanti e dai progettisti per un loro utilizzo nella fase di individuazione della contrattazione di riferimento da indicare nei documenti di gara.
Riteniamo, infatti, che la corretta scelta di tale contrattazione renderà più agevole la fase della verifica dell’equivalenza tra contratti collettivi, fin qui resa spesso complessa e complicata anche dall’identificazione, da parte della Stazione appaltante, di contratti non rappresentativi o non pertinenti con la natura dell’appalto e dell’opera.
Gli Uffici di Ance Brescia restano comunque a disposizione delle imprese, vista l’importanza del tema e la sua conseguente delicatezza, per ogni ulteriore approfondimento nonché per il necessario supporto in situazioni specifiche.
ANCE Brescia - Riproduzione e utilizzazione riservata ai sensi dell’art. 65 della Legge n. 633/1941



