CARO MATERIALI E CRISI ENERGETICA – ANCE CHIEDE RISORSE PER RISTORI ARRETRATI E EXTRACOSTI 2026
Ance Brescia informa che Ance, in occasione del commento da parte del Presidente dell’Associazione Antonio Ciucci in merito alla proposta del Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di ricorrere a uno scostamento di bilancio per affrontare il caro materiali nei cantieri, ha richiamato l’attenzione sulle crescenti difficoltà finanziarie delle imprese impegnate nei cantieri pubblici, determinate dal mancato pagamento di una parte delle compensazioni per il caro materiali, dai nuovi rincari legati alla crisi energetica e dall’assenza, per il 2026, di un nuovo fondo statale dedicato agli extracosti. Il presidente Ciucci ha indicato come priorità il reperimento di circa 2 miliardi di euro per il pagamento degli arretrati e di ulteriori 1,8 miliardi per far fronte agli extracosti stimati per il 2026.
ANCE ha evidenziato come la questione non possa più essere considerata contingente. Secondo quanto dichiarato dal Presidente, le imprese attendono ancora circa 2 miliardi di euro relativi alle compensazioni maturate per una parte del 2024 e per il 2025.
A questa situazione si aggiunge il quadro previsto per il 2026. La disciplina delle compensazioni è stata prorogata, ma senza l’istituzione di un nuovo fondo statale: gli extracosti devono quindi essere coperti dalle stazioni appaltanti attraverso le risorse disponibili nei rispettivi quadri economici. Secondo ANCE, ciò determina particolari criticità soprattutto per i Comuni e per le stazioni appaltanti di minori dimensioni, che dispongono di margini finanziari più limitati.
Il presidente Ciucci ha inoltre evidenziato che i rincari incidono mediamente per il 20-25 per cento sulla produzione e che, per alcune grandi opere, in particolare ferroviarie, l’incidenza può raggiungere livelli compresi tra il 40 e il 50 per cento. Tra i fattori di maggiore tensione vengono richiamati l’aumento del bitume, delle materie plastiche, dei prodotti derivati dal petrolio e del gasolio, con il rischio che ulteriori aumenti dei costi energetici si riflettano sull’intera filiera delle costruzioni.
Sul piano della liquidità, ANCE richiama anche la misura, già introdotta nel decreto Infrastrutture, relativa alla sospensione temporanea del recupero dell’anticipazione contrattuale. L’Associazione segnala tuttavia che restano escluse da tale possibilità le opere finanziate, anche in parte, con risorse PNRR.
Accanto al tema del caro materiali, Ciucci ha evidenziato un’ulteriore criticità legata alla riduzione, registrata da circa un anno e mezzo, dei bandi pubblicati dalle grandi stazioni appaltanti, con particolare riferimento ad ANAS e RFI. Secondo il presidente ANCE, una contrazione prolungata delle nuove gare rischia di produrre nei prossimi anni un vuoto di nuovi cantieri, una volta conclusi gli interventi oggi in corso.
Per ANCE assume quindi rilievo anche il tema della continuità della programmazione delle opere pubbliche nella fase successiva alla conclusione del PNRR, al fine di evitare discontinuità nella produzione e negli investimenti del settore.
Gli uffici di Ance Brescia rimangono a disposizione per eventuali chiarimenti.
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