DECRETO-LEGGE 177/2026 – SEMPLIFICAZIONI SU TERRE E ROCCE DA SCAVO, BONIFICHE E VIA
Si comunica che dal 9 ottobre 2026 è in vigore il decreto-legge n. 177/2026, che interviene in materia di terre e rocce da scavo, bonifiche e valutazione di impatto ambientale. Il provvedimento accoglie alcune richieste che l’Associazione ha portato avanti negli ultimi anni nel confronto con il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica.
La novità di maggiore rilievo per le imprese edili riguarda le terre e rocce da scavo. Il nuovo articolo 185-ter del D.lgs. 152/2006 consente infatti, per scavi fino a 20 metri cubi di materiale, il riutilizzo diretto nel sito di produzione senza preventiva caratterizzazione ambientale. Si tratta di una semplificazione utile soprattutto per i cantieri di dimensioni o durata ridotte, nei quali i tempi delle analisi difficilmente si conciliavano con quelli delle lavorazioni e i materiali, pur riutilizzabili in sito, finivano spesso per essere gestiti come rifiuti. Lo stesso articolo porta, inoltre, a livello di norma primaria i limiti del deposito temporaneo delle terre e rocce qualificate come rifiuti, pari a 4.000 metri cubi complessivi, di cui non più di 800 di terre e rocce pericolose, in luogo del limite generale di 30 metri cubi previsto per il deposito temporaneo dei rifiuti. Viene così superata l’incertezza interpretativa che finora aveva pesato sull’operatività delle imprese.
Sul fronte delle bonifiche, il decreto fissa in 150 giorni il termine massimo entro cui la provincia deve adottare l’ordinanza nei confronti del responsabile della contaminazione, prevedendo in caso di inerzia l’intervento sostitutivo della regione con il supporto tecnico del SNPA. Ferro e manganese vengono esclusi dai parametri per la verifica del superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione nelle acque sotterranee, così che la loro presenza, spesso legata alle caratteristiche naturali di terreni e falde, non comporti più l’avvio automatico delle procedure di bonifica. Agli interventi finanziati con il Fondo per lo sviluppo e la coesione sono infine estese le semplificazioni già previste per i siti orfani.
In materia di valutazione di impatto ambientale, il decreto affida alla Commissione tecnica PNRR-PNIEC anche le verifiche di assoggettabilità a VIA dei relativi progetti e rafforza il coordinamento con il procedimento di autorizzazione paesaggistica, riducendo duplicazioni e passaggi procedurali.
Il decreto dovrà essere convertito in legge entro il 7 dicembre 2026. Nel corso dell’esame parlamentare ANCE proseguirà l’azione per consolidare le misure introdotte e avviare una revisione complessiva della disciplina delle terre e rocce da scavo.
Gli uffici di Ance Brescia sono a disposizione per eventuali chiarimenti
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