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27.07.2026 - lavori pubblici

PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATO – LE PROPOSTE ANCE DOPO LO STOP EUROPEO AL DIRITTO DI PRELAZIONE

Ance Brescia comunica che lo scorso 21 luglio Ance è stata sentita in audizione davanti alla commissione Ambiente della Camera per illustrare la propria proposta per riscrivere la disciplina del project financing e valutare il futuro del partenariato pubblico-privato dopo la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha dichiarato incompatibile con i principi europei il diritto di prelazione riconosciuto al promotore. Le indicazioni sono state illustrate dal vicepresidente dell’Ance, Piero Petrucco.

Ance in sintesi propone di salvaguardare le procedure già avviate, superare il sistema della doppia gara, riconoscere una premialità al promotore e garantire il rimborso delle spese sostenute per la predisposizione della proposta.

Secondo ANCE, la pronuncia europea difficilmente può essere superata sul piano giuridico, poiché il meccanismo della prelazione è stato ritenuto in contrasto con i principi di parità di trattamento, non discriminazione e concorrenza. È quindi necessario intervenire su due fronti: disciplinare le procedure già in corso e definire un nuovo modello per le iniziative future.

Le procedure già avviate

Per quanto riguarda il regime transitorio, ANCE propone di salvaguardare le procedure già definitivamente concluse e non più impugnabili, anche quando l’aggiudicazione sia avvenuta attraverso l’esercizio del diritto di prelazione.

Le procedure ancora in corso dovrebbero invece poter proseguire applicando le regole vigenti al momento della presentazione della proposta, ma eliminando il diritto di prelazione.

Al promotore non aggiudicatario dovrebbe comunque essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per la preparazione della proposta, gli studi, le analisi economico-finanziarie e la progettazione, nella misura massima del 2,5% dell’investimento.

Secondo ANCE, una disciplina transitoria espressa è indispensabile per evitare il blocco dei procedimenti, la dispersione degli investimenti già sostenuti dagli operatori e il possibile aumento del contenzioso.

Una sola procedura di gara

Per la disciplina futura, ANCE propone di superare il sistema articolato in due distinti momenti concorrenziali e di prevedere un’unica procedura di gara.

La semplificazione e la rapidità del procedimento sono considerate condizioni essenziali affinché il partenariato pubblico-privato possa svilupparsi e diventare uno strumento ordinario per la realizzazione e la gestione delle opere pubbliche.

Il PPP potrebbe infatti assumere un ruolo ancora più rilevante nella fase successiva al PNRR, quando il ritorno ai vincoli della finanza pubblica renderà necessario attrarre maggiori risorse private per garantire la continuità degli investimenti infrastrutturali.

Un punteggio premiale per il promotore

In sostituzione della prelazione, ANCE propone di riconoscere al promotore un punteggio aggiuntivo, fino a un massimo di dieci punti, da attribuire nell’ambito della valutazione dell’offerta.

La premialità potrebbe essere determinata tenendo conto di elementi quali:

  • il valore progettuale e sociale della proposta;
  • la qualità e il livello di approfondimento del progetto;
  • l’assenza di richieste di modifica da parte della stazione appaltante;
  • la rilevanza dell’intervento, in particolare quando riguarda opere non inserite nella programmazione pubblica.

L’eventuale criterio premiale dovrà comunque essere costruito in modo da risultare compatibile con i principi europei di concorrenza, proporzionalità e parità di trattamento.

Il rimborso delle spese di progettazione

Per ANCE resta irrinunciabile il riconoscimento di un indennizzo economico al promotore quando la gara venga aggiudicata a un altro concorrente.

La predisposizione di una proposta di project financing richiede infatti investimenti rilevanti per studi di fattibilità, progettazione, analisi finanziarie, predisposizione del piano economico-finanziario e valutazione dei rischi.

In assenza di una forma di ristoro, gli operatori privati potrebbero non essere più incentivati a presentare nuove proposte, con il rischio di ridurre significativamente il ricorso alla finanza di progetto.

Rafforzare le competenze delle amministrazioni

ANCE sottolinea infine che il rilancio del partenariato pubblico-privato non dipende esclusivamente dalle modifiche normative.

È necessario rafforzare la capacità tecnica e amministrativa delle stazioni appaltanti, soprattutto degli enti territoriali, che spesso devono gestire operazioni complesse senza disporre di competenze specialistiche adeguate.

Occorrono quindi formazione, assistenza tecnica, linee guida chiare e modelli standardizzati, in grado di agevolare:

  • la valutazione della convenienza dell’operazione;
  • la corretta allocazione dei rischi tra soggetto pubblico e privato;
  • la verifica della sostenibilità economico-finanziaria;
  • la bancabilità del progetto;
  • la gestione e il controllo del contratto nel corso della sua durata.

In sintesi, ANCE propone:

  • la salvaguardia delle procedure già definitivamente concluse;
  • la prosecuzione di quelle ancora in corso senza diritto di prelazione;
  • il mantenimento del rimborso al promotore non aggiudicatario;
  • il superamento della doppia gara;
  • l’introduzione di un punteggio premiale fino a dieci punti;
  • un indennizzo per le spese di progettazione e predisposizione della proposta;
  • il rafforzamento delle competenze delle pubbliche amministrazioni;
  • un intervento legislativo che garantisca certezza e uniformità applicativa.

Secondo ANCE, una riforma equilibrata dovrà quindi eliminare gli elementi incompatibili con il diritto europeo, senza privare il promotore di un adeguato riconoscimento economico e progettuale e senza compromettere l’utilizzo del partenariato pubblico-privato come strumento strategico per sostenere gli investimenti pubblici.

Si rimanda per ulteriori approfondimenti al testo integrale del documento di audizione pubblicato in allegato.

Gli uffici di Ance Brescia rimangono a disposizione per eventuali chiarimenti.


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