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19.10.2026 - tecnica

PUBBLICATA LA NUOVA UNI EN ISO 9001:2026 – LE NOVITÀ PER I SISTEMI DI GESTIONE PER LA QUALITÀ

Si comunica che il 16 settembre 2026 è stata pubblicata la sesta edizione della UNI EN ISO 9001, norma internazionale di riferimento per i Sistemi di Gestione per la Qualità, che sostituisce la versione del 2015. L’aggiornamento conferma i principi fondamentali della norma: orientamento al cliente, approccio per processi, pensiero basato sul rischio e miglioramento continuo rafforzando però l’attenzione su alcuni temi e chiarisce diversi requisiti per renderli più facili da applicare.

Una prima novità riguarda il ruolo dell’Alta Direzione, chiamata a promuovere una cultura della qualità diffusa e comportamenti etici. La qualità non è più intesa solo come risultato di procedure, controlli e documenti. È anche espressione dei valori aziendali e della consapevolezza delle persone. La leadership deve quindi sostenere concretamente questi principi e favorire il coinvolgimento del personale.

La nuova edizione distingue più chiaramente la gestione dei rischi da quella delle opportunità. I rischi richiedono azioni per prevenirne o ridurne gli effetti negativi. Le opportunità vanno individuate e valutate come occasioni di sviluppo e innovazione. La pianificazione deve quindi considerare in modo esplicito anche le possibilità di crescita legate all’evoluzione dei mercati, dei processi e delle tecnologie.

Ampio spazio è dato all’innovazione tecnologica. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi strumenti possono modificare processi, infrastrutture, competenze e modalità operative, con nuove opportunità ma anche nuovi rischi. Le organizzazioni devono valutare come questi cambiamenti incidano sulla conformità di prodotti e servizi, sul controllo dei processi e sul raggiungimento dei risultati attesi.

Nell’analisi del contesto resta confermata la valutazione del cambiamento climatico, introdotta nel 2024. Le imprese devono verificarne la rilevanza rispetto al proprio contesto e agli obiettivi del sistema, anche alla luce delle esigenze delle parti interessate. Questo non rende la ISO 9001 una norma ambientale: serve a considerare i fattori esterni che possono condizionare i risultati.

La norma insiste inoltre sulla resilienza, cioè sulla capacità di continuare a fornire prodotti e servizi conformi anche in caso di cambiamenti o interruzioni, per esempio nelle catene di fornitura. Le modifiche che interessano processi, risorse e modalità operative vanno pianificate e controllate in modo strutturato, per limitarne gli effetti negativi e coglierne i benefici.

Viene richiamata anche la conoscenza organizzativa. Non basta individuare il sapere necessario ai processi: occorre favorirne la trasmissione e la conservazione, così che l’uscita di persone o competenze chiave non comprometta le attività. Un nuovo Allegato A, di carattere informativo, chiarisce l’intento di alcuni requisiti senza introdurne di aggiuntivi.

Per le imprese già certificate ISO 9001:2015, la transizione non comporta la riscrittura delle procedure. Il primo passo consigliato è una gap analysis tra il sistema esistente e i nuovi requisiti. L’analisi dovrebbe concentrarsi su contesto e fattori climatici, cultura della qualità ed etica, distinzione tra rischi e opportunità, gestione delle modifiche e condivisione delle conoscenze. I risultati vanno tradotti in un piano di transizione che indichi le procedure da aggiornare, la formazione e le evidenze da predisporre. Un audit interno mirato potrà poi verificare l’efficacia degli adeguamenti prima della valutazione dell’organismo di certificazione.

Per le scadenze e il calendario della transizione si rimanda alla notizia pubblicata sul sito di Ance Brescia al presente link.

Gli uffici di Ance Brescia sono a disposizione per eventuali chiarimenti

 

 


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