SCELTE URBANISTICHE E TUTELA DEL PRIVATO: QUANDO L’AFFIDAMENTO È QUALIFICATO
In occasione di nuove scelte urbanistiche, l’affidamento qualificato del privato deve fondarsi su situazioni giuridicamente consolidate, non sono sufficienti semplici manifestazioni di intenti.
È il principio espresso dal Consiglio di Stato, Sezione VI, nella sentenza n. 7368 del 7 ottobre 2026, che affronta il rapporto tra le scelte di pianificazione dell’amministrazione e le aspettative dei soggetti interessati.
La controversia riguarda un terreno di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano, nel Comune di Laives, utilizzato come parcheggio a servizio di una pizzeria e di una discoteca. Dopo un esproprio che aveva ridotto i parcheggi delle attività, i privati avevano intrattenuto rapporti con le amministrazioni per acquistare l’area, confidando nelle interlocuzioni e nella documentazione intervenute nel tempo.
La Provincia aveva successivamente deciso di cedere gratuitamente il terreno al Comune per destinarlo a parcheggio pubblico, in conformità alla nuova previsione urbanistica. I privati avevano contestato tale scelta, sostenendo di avere maturato un affidamento qualificato nell’acquisto dell’area.
Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello, rilevando che gli elementi richiamati non dimostravano un impegno formale ed esigibile della Provincia a trasferire loro la proprietà. Le rassicurazioni ricevute, gli atti dal contenuto generico e l’utilizzo di fatto del parcheggio non erano sufficienti a consolidare una posizione giuridicamente tutelata.
Secondo il principio della sentenza, possono fondare un affidamento qualificato convenzioni di lottizzazione, accordi di diritto privato tra Comune e proprietari o giudicati, ossia decisioni giudiziarie definitive. Queste situazioni devono essere adeguatamente considerate dall’amministrazione nelle successive scelte urbanistiche, anche sotto il profilo della motivazione.
Si allega il testo integrale sella sentenza.
ALLEGATO: Sentenza_CS_7368_7 ott 2026
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