PIANO CASA 2026: LA PANORAMICA DELLE MISURE INTRODOTTE
Con la conversione in legge del decreto sul Piano Casa si definisce un quadro articolato di strumenti finalizzati ad ampliare l’offerta abitativa.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda le misure di semplificazione procedurale, che risultano però differenziate a seconda della tipologia di intervento. Per gli interventi di recupero e riqualificazione dell’edilizia pubblica e sociale, riconducibili al primo e al secondo pilastro, per esempio viene ampliato il ricorso alla SCIA anche per ristrutturazioni urbanistiche e interventi di demolizione con ricostruzione, insieme alla previsione di conferenze di servizi accelerate. Si tratta di strumenti pensati per ridurre i tempi amministrativi e favorire l’avvio degli interventi sul patrimonio esistente.
Diverso è il quadro per il terzo pilastro dell’edilizia integrata. Le semplificazioni più incisive, come le agevolazioni sui cambi di destinazione d’uso, lo scomputo degli oneri di bonifica, gli incrementi volumetrici e le ulteriori agevolazioni urbanistiche, risultano collegate ai grandi programmi di investimento di cui all’articolo 13 del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 104 che siano dichiarati di interesse nazionale. Per gli interventi di dimensioni inferiori, invece, il decreto sembra riconoscere principalmente la possibilità di prevedere incrementi volumetrici, senza estendere automaticamente l’intero pacchetto delle semplificazioni.
L’operatività del Piano Casa richiederà ancora l’adozione di ulteriori disposizioni attuative. Il primo pilastro risulta, ad oggi, quello più avanzato, anche grazie alla nomina del Commissario straordinario, pur restando da definire la convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e Invitalia.
Si allegano le note di approfondimento predisposte da ANCE nazionale con le misure introdotte.
Allegato: Le_misure_del_nuovo_Piano_Casa_DL_66-2026
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