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13.07.2026 - lavori pubblici

ACCORDI QUADRO – L’ANAC RICHIAMA LE CONDIZIONI PER IL CORRETTO UTILIZZO NEI LAVORI PUBBLICI

Ance Brescia informa che con il Parere in funzione consultiva n. 17/2026, ANAC è tornata a parlare del corretto utilizzo dell’accordo quadro per l’affidamento di lavori pubblici, chiarendo che tale strumento è ammesso anche per i lavori, ma deve essere utilizzato in modo coerente con la sua funzione: programmare futuri contratti attuativi relativi a prestazioni omogenee, ripetitive e non sempre predeterminabili con certezza nel “se”, nel “quando” e nel “quanto”.

Per le imprese la notizia è rilevante perché richiama alcune cautele pratiche nella lettura degli atti di gara. L’accordo quadro non deve diventare uno strumento generico per affidare lavori non sufficientemente definiti, né può essere utilizzato per rinviare ai contratti attuativi elementi essenziali che dovrebbero essere chiari già nella gara principale. Gli operatori economici devono quindi verificare con attenzione se la documentazione progettuale consente di comprendere effettivamente le lavorazioni richieste, le condizioni economiche, le modalità di attivazione dei singoli interventi e il quadro dei prezzi applicabili.

ANAC evidenzia inoltre la necessità di uno stretto collegamento tra accordo quadro, programmazione dei lavori e fonti di finanziamento. La stipula dell’accordo quadro, infatti, non comporta di per sé l’assunzione dell’obbligazione di spesa, che sorge solo con i singoli contratti attuativi. Questo aspetto è importante per le imprese perché incide sulla concreta certezza degli affidamenti successivi: l’aggiudicazione dell’accordo quadro non garantisce automaticamente l’esecuzione di tutte le prestazioni fino all’importo massimo previsto.

Particolare attenzione viene richiamata anche sulla progettazione e sui prezzi posti a base di gara. Secondo ANAC, l’utilizzo di progetti non aggiornati o basati su prezzari superati può creare criticità, perché rischia di rendere necessario modificare le condizioni economiche in sede di contratti attuativi. Ciò può entrare in contrasto con il divieto di modifiche sostanziali dell’accordo quadro. Per le imprese, quindi, diventa essenziale controllare se i prezzi siano aggiornati ai prezzari vigenti e se la base di gara sia realmente sostenibile.

Infine, l’Autorità richiama il tema della suddivisione in lotti, da valutare anche nell’ottica di favorire l’accesso delle micro, piccole e medie imprese. Anche questo profilo assume rilievo operativo, perché la mancata suddivisione o la previsione di requisiti eccessivamente elevati può incidere sulla possibilità delle imprese di partecipare utilmente alla procedura.

In sintesi, il parere ANAC conferma che l’accordo quadro può essere utilizzato anche nei lavori pubblici, ma richiede atti di gara chiari, prestazioni sufficientemente definite, prezzi aggiornati, coerenza con la programmazione e attenzione alla partecipazione delle PMI. Le imprese sono quindi invitate a verificare con particolare cura la struttura dell’accordo quadro, i contratti attuativi previsti, i requisiti richiesti, i prezzi di riferimento e l’eventuale suddivisione in lotti.

Si rimanda alla lettura del testo integrale del parere pubblicato in allegato.

Gli uffici di ANCE Brescia sono a disposizione per eventuali chiarimenti.


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