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17.04.2026 - economia

IMPRESE EDILI BRESCIANE: STRUTTURA, EVOLUZIONE E SFIDE NEL QUINQUENNIO 2020–2024

Presentata l’Analisi economico-finanziaria: oltre 17.000 imprese, crescita dell’occupazione e progressiva strutturazione. Focus su modelli organizzativi, sostenibilità e rapporto con il credito

 

Anche quest’anno l’Analisi economico-finanziaria delle imprese edili bresciane, frutto del lavoro congiunto di Ance Brescia, Ordine dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e Camera di Commercio di Brescia, si propone come strumento di lettura strutturato dell’evoluzione recente del comparto delle costruzioni, con l’obiettivo non solo di descriverne l’andamento, ma di offrirne una chiave interpretativa utile per comprenderne i profondi cambiamenti e supportare decisioni più consapevoli. Il volume raccoglie la sintesi dell’indagine condotta dal Comitato Tecnico-Scientifico composto dai funzionari di Ance Brescia Enrico Massardi, Angelo Grazioli, Andrea Piccinali e Michela Ranza e, in rappresentanza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Brescia, da Simona Cherubini, Francesco Chiarelli, Davide Felappi, Tommaso Fornasari, Mario Gaburri, Federico Gobbini, Francesco Landriscina, Luca Lazzari, Elena Maggi e Diego Rivetti, nonché della funzionaria statistica Maria Elena Russo.

 

Il gruppo di lavoro. Ph Fotolive Filippo Venezia

 

Il rapporto disponibile al presente link analizza il quinquennio 2020–2024 ed è stato presentato nell’auditorium dell’Associazione dei costruttori edili di Brescia, nel corso di un incontro che ha coinvolto imprese, istituzioni, sistema del credito e professionisti. L’evento, moderato da Adriano Baffelli, direttore della rivista Costruire il futuro, ha rappresentato un momento di confronto sulle trasformazioni in atto nel settore e sulla necessità di rafforzare la capacità di lettura e governo dei cambiamenti, sostenuto dagli interventi di Alberto Pelizzari, vicepresidente della Banca Valsabbina, e di Marina Puricelli, docente della SDA Bocconi School of Management, che hanno approfondito il ruolo dei modelli organizzativi e delle soluzioni bancarie quali leve strategiche per lo sviluppo delle imprese.

 

Il dialogo tra Marina Puricelli e Alberto Pelizzari, moderato da Adriano Baffelli

 

Dallo studio emerge un settore articolato e non omogeneo, suddiviso in tre principali ambiti di attività – costruzione di edifici, ingegneria civile e lavori specializzati – che riflettono modelli organizzativi, logiche gestionali e profili di rischio differenti. Una distinzione che conferma come il comparto non possa essere interpretato come un sistema unitario, ma come un insieme di modelli imprenditoriali distinti e interconnessi.

“L’edilizia bresciana ha attraversato una fase caratterizzata da forti discontinuità e cambiamenti strutturali che hanno inciso profondamente sull’organizzazione e sulla gestione delle imprese – dichiara Fabio Rizzinelli, vicepresidente Ance Brescia –. L’auspicio è che questa analisi possa costituire una base per riflessioni strategiche e decisioni consapevoli, accompagnando le imprese del territorio in una fase di transizione che richiede visione, competenze e capacità di evoluzione continua”.

“Monitorare l’andamento del settore edile nella nostra provincia – precisa Patrizia Apostoli, presidente Ordine dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili di Brescia – significa conoscerne i dati numerici, non solo per rendicontarne il contributo portato al territorio confrontandolo con gli altri settori, ma anche per comprenderne le trasformazioni, determinate dai cambiamenti indotti da un quadro sempre più vario e complesso di interventi legislativi ed accadimenti macroeconomici che comportano, per le imprese, la necessità di un continuo adattamento al sistema”.

Alcuni dati dell’analisi evidenziano con chiarezza la struttura di questo sistema produttivo: oltre 17.000 imprese attive, con una forte concentrazione nei lavori di costruzione specializzati (circa il 69%), seguiti dalla costruzione di edifici (30%) e da una presenza residuale nell’ingegneria civile. Dal punto di vista organizzativo, oltre il 56% delle imprese è costituito da ditte individuali, ma si registra una crescita significativa delle società di capitali, segnale di una progressiva strutturazione del settore. La maggior parte delle imprese si colloca nelle fasce di fatturato inferiori al milione di euro, mentre solo una quota limitata raggiunge dimensioni medio-grandi. Questo assetto evidenzia un sistema produttivo caratterizzato da una base ampia di piccole imprese e da un numero limitato di operatori più strutturati.

 

Da sx: Fabio Rizzinelli, Roberto Saccone, Marina Puricelli, Adriano Baffelli, Laura Apostoli e Alberto Pelizzari

 

Nel periodo 2020–2024 il comparto ha attraversato una fase di forte espansione, sostenuta dagli incentivi fiscali, seguita da un progressivo riassestamento. A fronte di una riduzione del numero di imprese, si registra però una crescita dell’occupazione, indicativa di un processo di selezione e consolidamento verso operatori più strutturati.

“Complessivamente, sia pur in presenza di problematiche riguardanti la crescita dei prezzi dei materiali da costruzione, l’incremento dei costi energetici e, soprattutto, la perdurante difficoltà nel reperire figure tecniche e operai specializzati, il settore delle costruzioni è destinato a mantenere un ruolo centrale nella crescita del nostro sistema economico” sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Brescia, Roberto Saccone.

In questo contesto, emerge con forza il tema dell’organizzazione aziendale: la solidità delle imprese non dipende solo dai risultati economici, ma dalla capacità di dotarsi di strutture adeguate, con chiarezza nei ruoli, controllo dei processi e strumenti di monitoraggio economico-finanziario.

“L’edilizia bresciana conferma l’ipotesi della coesistenza di assetti organizzativi differenti all’interno del comparto” precisa Marina Puricelli. “Due le tendenze più evidenti: realtà di minori dimensioni che si specializzano mantenendo una struttura molto leggera e flessibile e società che seguono un percorso di crescita più marcato. Queste ultime stanno attuando un processo di sviluppo organizzativo con l’adozione di logiche manageriali quali pianificazione strategica, delega, integrazione e programmazione e controllo. Tante strade, insomma, per un unico traguardo”.

Tra i principali fattori di trasformazione l’analisi evidenzia inoltre la crescente rilevanza della sostenibilità, che assume una dimensione sempre più concreta anche sotto il profilo economico-finanziario. La capacità di gestire e rendicontare dati Esg diventa infatti un elemento determinante per la bancabilità delle aziende e per l’accesso al credito.

“Il rapporto con le imprese edili del territorio – sottolinea Alberto Pelizzari – rappresenta per Banca Valsabbina un ambito di attenzione prioritaria, che si traduce in un impegno concreto a supportare non solo le esigenze di liquidità e investimento, ma anche i processi di crescita e strutturazione aziendale. I dati emersi dall’analisi confermano una trasformazione in atto nel settore: imprese più organizzate, più attente alla gestione economico-finanziaria, sempre più consapevoli che la solidità patrimoniale e la trasparenza dei dati sono elementi determinanti per accedere al credito in modo stabile e duraturo. In questo scenario, il sistema bancario è chiamato a svolgere un ruolo che va oltre la semplice erogazione del credito: deve essere un interlocutore capace di leggere i cambiamenti, accompagnare le imprese nei momenti di transizione e valorizzare chi investe nella propria organizzazione e nella propria sostenibilità. La crescente rilevanza dei criteri Esg non è per noi un vincolo burocratico, ma un’opportunità per costruire relazioni di credito più solide, basate su una valutazione più completa e lungimirante del merito creditizio”.

L’evento ha così focalizzato su temi all’ordine del giorno, quali modelli organizzativi, sostenibilità e rapporto con il credito, valorizzando l’apporto dei dati contenuti nel volume, che si configura non solo come un’analisi del presente, ma come uno strumento operativo per accompagnare le imprese verso una maggiore consapevolezza strategica e una più solida capacità di affrontare le sfide future.

 

 


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